Il governo italiano è a caccia dell'oro degli italiani?

Si avvicina il 18 dicembre,la giornata della fede, quando gli italiani nel 1935 donarono l’Oro alla Patria abbiamo colto l’occasione per chiedere all'AI cosa ne pensasse degli ultimi avvenimenti in merito all'emendamento sull'oro della Banca d'Italia e non solo.



Ecco la risposta.

Eccellente domanda — sì: l’espressione «governo italiano a caccia dell’“oro degli italiani”» riflette esattamente quanto sta succedendo in questi giorni: ci sono mosse — legislative, fiscali e politiche — che fanno pensare a una volontà di “mettere le mani” su riserve auree o oro privato. Ecco una fotografia aggiornata dei fatti, con pro e contro, reazioni ed implicazioni.

🔎 Cosa si intende per “oro degli italiani”



📜 Cosa propone il governo / la maggioranza

  • È sul tavolo un emendamento alla legge di bilancio 2026 che prevede la possibilità di tassazione agevolata dell’oro da investimento (lingotti/monete/placchette) fisicamente detenuto da privati come forma di “rivalutazione fiscale”. In pratica, chi detiene oro “non documentato” potrebbe dichiararlo, pagando un’aliquota agevolata al 12,5% (invece del 26% usuale sulle plusvalenze).  
  • L’obiettivo dichiarato? Far emergere “ricchezza sommersa”, far affluire nelle casse dello Stato fino a 2 miliardi di euro.  
  • Inoltre, la maggioranza — tramite l’emendamento promosso dal partito al governo Fratelli d’Italia — vorrebbe sancire che le riserve auree detenute dalla Banca d’Italia “appartengono allo Stato, in nome del popolo italiano”.  

⚠️ Perché è una “caccia all’oro”: critiche, rischi e polemiche

  • Il ricorso a una “rivalutazione fiscale agevolata” sull’oro privato ha il sapore di un incentivo a far emergere oro tenuto al riparo (in cassette, conti, “sotto i materassi”). Questo può essere vissuto come una forma di pressione sui cittadini che hanno fiducia in questo bene-rifugio per preservare valore.
  • Per quanto riguarda le riserve ufficiali: la proposta di attribuire all’Italia (o “al popolo italiano”) la proprietà dell’oro della Banca d’Italia è stata respinta da European Central Bank (BCE) — che ha chiesto di riconsiderare l’emendamento. Secondo la BCE, potrebbe minare l’indipendenza della Banca centrale e violare i trattati europei.  
  • In pratica, cambiare la titolarità dell’oro con l’obiettivo di usarlo per spesa pubblica o riduzione del debito sarebbe una mossa delicatissima: rischia di alimentare sfiducia dei mercati e indebolire la credibilità del sistema finanziario italiano.  
  • Alcuni critici vedono la misura come “simbolica” — una scelta più politica che tecnica, con scarso impatto reale (la Banca d’Italia già rappresenta lo Stato, e l’oro “di tutti” è formalmente già suo). 

📰 Reazioni nazionali e internazionali

  • La BCE ha formalmente invitato l’Italia a riconsiderare l’emendamento: la modifica che vorrebbe dichiarare l’oro “del popolo italiano” potrebbe compromettere l’indipendenza della Banca centrale e contravvenire i trattati europei.  
  • Parlamentari di Fratelli d’Italia affermano che è giusto riaffermare un principio di sovranità nazionale. Ma l’opposizione e diversi esperti economici parlano di «gesto simbolico» e «distrazione dal vero problema economico».  
  • Tra le famiglie e i risparmiatori, la proposta di rivalutazione del “oro in cassaforte” suscita diffidenza: l’oro è da sempre considerato un bene rifugio, e trasformarlo in moneta (o “spiegarlo al fisco”) può essere visto come un azzardo.  


📅 Stato attuale & cosa aspettarsi


  • Al momento l’emendamento sulla titolarità dell’oro della Banca d’Italia è sotto esame. Ma la bocciatura della BCE rende difficile — se non improbabile — una modifica concreta.  
  • La misura sulla rivalutazione dell’oro da investimento resta ancora sul tavolo: se approvata, potrebbe entrare in vigore nel 2026, con scadenza intermedia (30 giugno 2026 per aderire).  
  • Ma non è chiaro quanti aderiranno effettivamente: molti detentori preferiranno probabilmente non dichiarare, se temono controlli, svalutazione o complicazioni.  


🎯 Conclusione — Cosa significa per un cittadino come te

Questa “caccia all’oro” non è — almeno per ora — una confisca, ma rappresenta un tentativo di mettere sotto controllo e far emergere ricchezza sommersa (oro privato) e di ridefinire la titolarità delle riserve nazionali. Se le misure dovessero andare in porto:


  • Chi ha oro in casa potrebbe essere incentivato a dichiararlo e pagare una tassa agevolata.
  • In teoria, lo Stato potrebbe aumentare le entrate — ma rischia di compromettere la fiducia dei risparmiatori.
  • Sul piano istituzionale e finanziario, cambiare titolarità delle riserve auree potrebbe avere conseguenze sul piano europeo, e non solo interno.

In sostanza: sì, la frase "il governo italiano è a caccia dell'oro degli italiani" è piuttosto calzante — è una caccia (o “finestra”) sul patrimonio reale di cittadini e Stato, con implicazioni economiche, politiche e simboliche.

Gianfranco Quartaroli è il perito orafo iscritto alla Camera di Commercio di Novara e CTU che puo' valutare i vostri gioielli,lingotti,diamanti,monete,diamanti,orologi,argenteria.


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