Chi è un direttore creativo orafo
Nel mondo dell’alta gioielleria la creatività autentica non nasce per caso. Nasce dalla materia, dal gesto, dalla memoria e dall’esperienza vissuta. Gianfranco Quartaroli incarna in modo naturale e completo questa visione: quella del creativo orafo capace di vedere ciò che gli altri non vedono e di trasformarlo in linguaggio contemporaneo.
La tradizione come punto di partenza, non come limite
Nato a Valenza, cuore storico dell’oreficeria italiana, Gianfranco Quartaroli cresce in una famiglia immersa nel settore orafo. Genitori e zii lavorano da generazioni nel mondo dell’oro, con fabbriche e laboratori attivi proprio a Valenza, dove la cultura del gioiello non è solo un mestiere, ma un’identità.
Ancora giovanissimo inizia a lavorare in fabbrica dallo zio Teresio, apprendendo sul campo ciò che non si può imparare sui libri:il peso dell’oro tra le dita, il valore delle leghe, la precisione dei castoni, il rispetto per la materia prima e per il tempo necessario a trasformarla.
Questa formazione diretta, concreta, vissuta, diventa la base solida su cui costruire tutto il resto.
Da Valenza a Novara: la scelta dell’indipendenza creativa
Dopo l’esperienza in fabbrica, Quartaroli compie una scelta fondamentale: aprire una propria attività a Novara. Non un distacco dalla tradizione, ma un’evoluzione.
Qui nasce il suo laboratorio, la sua visione imprenditoriale, la sua firma.
Essere creativo orafo, per Gianfranco, significa conoscere profondamente la tecnica per potersi permettere di superarla.
Solo chi domina la materia può permettersi di reinventarla.
Il creativo orafo vede ciò che gli altri non vedono
Il vero creativo orafo non si limita a disegnare un gioiello bello.
Vede forme, simboli, connessioni invisibili agli altri.
Quartaroli possiede questa capacità rara: trasformare concetti, passioni e culture in oggetti preziosi, rendendoli immediatamente riconoscibili, ma mai banali.
È qui che la sua storia personale diventa un valore progettuale.
Lo sport come linguaggio estetico: un’idea rivoluzionaria
Sportivo praticante, ex calciatore, Gianfranco Quartaroli ha vissuto lo sport non da spettatore, ma da atleta. Nel tempo ha praticato ciclismo, tennis, sci, basket, interiorizzando gesti, ritmi, geometrie, emozioni.
Questa esperienza diretta gli permette qualcosa che nessuno aveva fatto prima:associare il gioiello a una forte connotazione sportiva, non come semplice tema decorativo, ma come linguaggio identitario.
Curve di circuiti, campi da gioco, piste, traiettorie, numeri, simboli: lo sport diventa struttura, non ornamento.
Nasce così un nuovo modo di intendere il gioiello contemporaneo, dove l’oro racconta movimento, passione, competizione e appartenenza.
Il primo al mondo a unire gioielleria e sport in modo strutturato
Quartaroli è stato il primo al mondo a credere davvero nel connubio tra gioiello e sport, trasformandolo in un progetto coerente, riconoscibile e replicabile.
Non una moda passeggera, ma una nuova categoria.
Questa visione pionieristica ha aperto strade che oggi molti cercano di percorrere, ma che lui ha tracciato per primo, partendo da ciò che conosceva meglio:la materia, la tradizione e la propria vita.
Il perfetto creativo orafo
Gianfranco Quartaroli è il perfetto creativo orafo perché unisce:
- radici profonde nella tradizione valenzana
- competenza tecnica reale maturata in fabbrica
- indipendenza imprenditoriale
- visione creativa contemporanea
- esperienza sportiva vissuta, non raccontata
Il risultato è una gioielleria che non segue le tendenze, ma le anticipa.
Una gioielleria che racconta storie vere, forgiate in oro.


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