Quanto vale oggi il marchio CIRCUITI? Il valore di oltre vent’anni di gioielli, sport e innovazione
Quando si valuta economicamente un marchio non è sufficiente considerare il fatturato dell’ultimo esercizio. Un brand è un bene immateriale formato dalla sua storia, dalla riconoscibilità, dalla proprietà intellettuale, dal patrimonio creativo, dalla clientela, dalla presenza digitale e dalla capacità di generare ricavi futuri.
Nel caso di CIRCUITI, il valore non risiede soltanto nel nome o nel logo, ma in un progetto imprenditoriale e artistico sviluppato da Gianfranco Quartaroli, maestro orafo ed ex sportivo, che dal 2002 ha costruito un collegamento originale tra gioielleria, sport e motorsport.
CIRCUITI: un patrimonio nato nel 2002
La storia del marchio prende forma nel 2002, quando Gianfranco Quartaroli presenta a Valenza i primi gioielli ispirati alle silhouette dei circuiti automobilistici e motociclistici.
Tra la documentazione storica dell’azienda figura il deposito del disegno e modello n. 0000086488 del 5 settembre 2002, successivamente registrato. Questa tutela viene spesso definita comunemente “brevetto”, anche se tecnicamente si tratta di una registrazione di disegni e modelli ornamentali.
La protezione del modello, non essendo stata rinnovata fino alla durata massima prevista, non rappresenta oggi un’esclusiva industriale ancora attiva. Conserva però un importante valore storico e documentale: dimostra la datazione del progetto, il percorso creativo e il ruolo pionieristico di CIRCUITI nella trasformazione dei tracciati sportivi in gioielli.
Una registrazione di disegno o modello può essere rinnovata ogni cinque anni fino a un massimo di venticinque anni, come chiarisce l’EUIPO.
Il marchio vale più del singolo prodotto
CIRCUITI non identifica una sola collezione, ma un vero sistema creativo composto da:
- gioielli ispirati ai circuiti automobilistici e motociclistici;
- collezioni dedicate a calcio, ciclismo, atletica, tennis, pallavolo, equitazione e altri sport;
- prodotti personalizzabili in acciaio, argento, oro e pietre preziose;
- progetti innovativi come il castone scorrevole lungo il tracciato;
- collezioni Sportswear e “Curve Leggendarie”;
- archivio di disegni, prototipi, fotografie, rendering, video e contenuti editoriali;
- esperienza artigianale e know-how maturati in oltre vent’anni;
- dominio internet, e-commerce, posizionamento sui motori di ricerca e canali social;
- clientela acquisita e relazioni costruite nel mondo dello sport e del motorsport.
Il marchio registrato, se regolarmente rinnovato nelle classi e nei territori di interesse, può essere tutelato senza un limite massimo attraverso rinnovi decennali.
Anche questo elemento deve essere verificato nella documentazione ufficiale, perché incide direttamente sulla valutazione economica. L’EUIPO conferma che un marchio dell’Unione europea dura dieci anni e può essere rinnovato continuativamente.
Le collaborazioni che costruiscono reputazione
Un’altra componente importante è rappresentata dalle collaborazioni e dalle licenze sviluppate nel corso degli anni.
CIRCUITI ha legato il proprio nome a realtà come l’Autodromo Nazionale Monza, l’Automobile Club de Monaco, il mondo MotoGP e Superbike, oltre a eventi e progetti dedicati al Giro d’Italia e a diverse società sportive.
A queste attività si aggiungono i gioielli realizzati o consegnati a campioni come Valentino Rossi, Tony Cairoli, Ben Spies, Fernando Alonso, Giancarlo Fisichella, Jarno Trulli, Antonio Cabrini, Cafu, Marianne Vos e numerosi altri protagonisti dello sport.
Questi episodi, quando documentati attraverso contratti, fotografie, video, articoli e rassegne stampa, formano un patrimonio reputazionale difficilmente replicabile da un nuovo concorrente.
Il valore dell’e-commerce e della presenza digitale
Il sito www.circuitigioielli.com, attivo dal 2004, rappresenta uno degli elementi centrali del valore di CIRCUITI.
Secondo i dati aziendali, l’e-commerce raggiunge oggi circa 1.000.000 visite annuali.
Questi dati devono essere verificati attraverso strumenti di analisi, bilanci e documentazione contabile, ma mostrano un potenziale commerciale importante.
Il numero elevato di visitatori rispetto agli ordini indica anche un ampio margine di crescita attraverso interventi sulla conversione, sull’internazionalizzazione, sul marketing e sulla fidelizzazione.
Il traffico, da solo, non determina automaticamente il valore del marchio. Diventa però un asset concreto quando è stabile, qualificato e capace di produrre vendite, contatti e visibilità.
Come si calcola il valore di un marchio?
La norma internazionale ISO 10668 stabilisce un quadro di riferimento per la valutazione monetaria dei brand. I principali criteri sono:
Approccio del costo
Calcola quanto sarebbe necessario investire per ricreare oggi il marchio, l’archivio creativo, il catalogo, l’e-commerce, i contenuti, il posizionamento e la reputazione.
Approccio reddituale
Stima i ricavi e i flussi economici futuri attribuibili al marchio, attualizzandoli in base al rischio.
Metodo del royalty relief
Calcola quanto l’azienda dovrebbe pagare per utilizzare CIRCUITI se il marchio appartenesse a un soggetto esterno.
Approccio di mercato
Confronta il brand con operazioni riguardanti marchi simili nei settori gioielleria, moda, merchandising sportivo ed e-commerce.
Una valutazione professionale dovrebbe utilizzare più metodi contemporaneamente e confrontarne i risultati.
Una stima economica preliminare di CIRCUITI
Considerando i dati aziendali disponibili — storia dal 2002, e-commerce dal 2004, fatturato, traffico digitale, archivio creativo, clientela, collaborazioni sportive, modelli depositati, prodotti, know-how e potenzialità di licensing — è possibile formulare una prima indicazione orientativa.
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Patrimonio considerato |
Valore indicativo |
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Solo marchio, logo, domini e riconoscibilità |
40.000–80.000 euro |
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Marchio con archivio creativo, e-commerce, catalogo, contenuti, clientela e know-how |
150.000–300.000 euro |
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Valore strategico per un acquirente del settore sport, moda o licensing |
oltre 300.000 euro |
La fascia più ragionevole per l’intero patrimonio immateriale CIRCUITI può quindi essere individuata, in via preliminare, tra 150.000 e 300.000 euro.
In presenza di marchi regolarmente registrati e rinnovati, contratti di licenza documentati, dati digitali certificati, crescita del fatturato, maggiore conversione dell’e-commerce e un piano internazionale credibile, il valore strategico potrebbe superare 400.000 euro.
Queste cifre non rappresentano una perizia ufficiale né il prezzo automatico di vendita dell’azienda. Costituiscono una stima editoriale da confermare attraverso un’analisi economico-finanziaria, legale e fiscale.
Il valore potenziale non ancora espresso
Uno degli aspetti più interessanti di CIRCUITI è la distanza tra il valore storico e creativo già costruito e quello economico ancora da sviluppare.
Il marchio possiede infatti caratteristiche adatte a:
- accordi di licensing con circuiti, squadre, federazioni e sportivi;
- collezioni limited edition;
- collaborazioni con brand della moda e del motorsport;
- franchising e corner dedicati;
- sviluppo internazionale dell’e-commerce;
- ampliamento della linea Sportswear;
- utilizzo dell’archivio storico per mostre, pubblicazioni ed eventi;
- ingresso di un investitore o partner industriale.
Un nuovo marchio dovrebbe investire anni di lavoro e risorse considerevoli per costruire una storia, un catalogo, un’identità e relazioni paragonabili. CIRCUITI dispone già di questo patrimonio.
Conclusione
Il valore economico di CIRCUITI non coincide semplicemente con il fatturato annuale. È il risultato di oltre vent’anni di creatività orafa, innovazione, sport, collaborazioni, presenza digitale e proprietà intellettuale.
Le registrazioni storiche dei modelli, anche quando non più attive, conservano valore documentale. I marchi rinnovati, il dominio, l’e-commerce, l’archivio, la reputazione e il know-how costituiscono invece asset capaci di generare ricavi nel futuro.
Per questo CIRCUITI può essere considerato non soltanto un marchio di gioielli, ma una piattaforma italiana dedicata al connubio tra gioielleria, sport e motorsport, con un valore attuale significativo e un potenziale economico ancora in gran parte da esprimere.
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