Oro dell’Italia: quando le ultime ispezioni fisiche e quali politici possono accedere?

Quando sono stati controllati materialmente i lingotti delle riserve auree italiane? E quali politici possono entrare nei caveau per verificarne la presenza? Sono domande legittime, alle quali bisogna rispondere distinguendo i controlli documentati dalle informazioni che non risultano pubblicate.



Dove sono custodite le riserve auree italiane?

La Banca d’Italia indica un totale di circa 2.452 tonnellate, distribuite in quattro Paesi:

Paese

Tonnellate

Italia

1.100

Stati Uniti

1.061,5

Svizzera

149,3

Regno Unito

141,2

Più della metà dell’oro italiano è quindi custodita all’estero. 

Quando sono state effettuate le ultime ispezioni fisiche?

La Banca d’Italia spiega che l’oro conservato a Roma viene verificato ogni anno dalla società di revisione del bilancio, in collaborazione con la Revisione interna.

Per l’oro all’estero, le verifiche annuali si basano invece sulle attestazioni delle banche centrali depositarie. Bankitalia precisa di poter effettuare anche verifiche dirette presso questi istituti. 

Nelle fonti pubbliche consultate non è stato individuato un calendario delle ultime ispezioni fisiche italiane presso ciascun deposito estero, con date, quantità controllate e risultati. La pagina generale sulle riserve non riporta neppure il giorno dell’ultima verifica romana.

Questo è il limite della documentazione reperita: non significa che l’oro manchi e non dimostra che le ispezioni all’estero non siano mai state effettuate.

Quali politici italiani possono accedere ai caveau?

Nelle disposizioni e nelle pagine ufficiali consultate non è stato individuato un diritto generale di accesso automatico derivante dalla sola carica di ministro, deputato o senatore.

Non è quindi possibile indicare un elenco di politici autorizzati, in quanto tali, a presentarsi nei depositi per contare o movimentare i lingotti. Per attribuire un simile potere occorrerebbe individuare una norma specifica.

La gestione delle riserve compete alla Banca d’Italia, nel quadro dell’indipendenza delle banche centrali e delle regole dell’Eurosistema. La legge n. 199 del 30 dicembre 2025 ne riconosce l’appartenenza al popolo italiano, facendo salve le disposizioni europee richiamate. L’appartenenza collettiva non equivale a un’autorizzazione personale di ingresso per gli esponenti politici. 

Occorre inoltre distinguere tre attività: una visita istituzionale, una verifica tecnica e una movimentazione delle riserve. Assistere a una visita non equivale a certificare l’intero patrimonio custodito.

Il Parlamento può chiedere chiarimenti?

Le richieste politiche di informazioni sulle riserve hanno precedenti documentati.

La mozione del Senato n. 1-00104, pubblicata il 28 marzo 2019, chiedeva iniziative per acquisire notizie sulla consistenza e sullo stato di conservazione dell’oro detenuto all’estero, oltre alle modalità di un eventuale rimpatrio. Si tratta di un’iniziativa di indirizzo politico: non documenta, da sola, un ingresso nei caveau o un’ispezione effettuata. 

Chi può spostare materialmente i lingotti?

Un esempio concreto è offerto dalle procedure della Federal Reserve Bank di New York: quando viene aperto un compartimento o movimentato oro devono essere presenti contemporaneamente due addetti al caveau e un rappresentante della revisione interna.

La Fed precisa inoltre che i lingotti depositati vengono pesati e controllati nelle marcature e che, al ritiro, vengono restituiti gli stessi lingotti. Queste procedure generali non costituiscono però il verbale di una specifica verifica italiana. 

Le cinque domande per una maggiore trasparenza

Per rendere comprensibili ai cittadini i controlli sulle riserve auree italiane, sarebbe utile pubblicare risposte puntuali:

  1. Quando è avvenuta l’ultima ispezione fisica in ogni deposito?
  2. Chi l’ha eseguita e con quale incarico?
  3. Il controllo era integrale oppure a campione?
  4. Sono stati verificati identificativi, pesi e titolo dei lingotti? Con quali metodi?
  5. È disponibile una sintesi degli esiti compatibile con la sicurezza dei depositi?

Dal punto di vista della verifica tecnica, vedere una stanza piena di lingotti non basta a certificarne quantità e caratteristiche. Servono un perimetro di controllo definito, procedure adeguate e risultati documentati.

Conoscere date, responsabili e portata delle ispezioni permetterebbe un confronto pubblico fondato su elementi verificabili.

Una candidatura… a peso d’oro

Una candidatura tecnica, con un sorriso, potremmo avanzarla: Gianfranco Quartaroli, perito orafo e CTU, potrebbe mettere la propria esperienza al servizio di un’eventuale verifica, con un incarico formale, le necessarie autorizzazioni e un gruppo di specialisti.

Tra gioielli e lingotti cambiano le dimensioni, ma l’attenzione a peso e titolo resta! Per le 2.452 tonnellate, però, meglio lasciare a casa la bilancina da laboratorio… e prevedere una trasferta un po’ più lunga del solito.

Naturalmente, la qualifica di CTU non costituisce di per sé un lasciapassare per i caveau!

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