Intervista a Gianfranco Quartaroli: “La curiosità vale più della paura di sbagliare”

Dietro ogni progetto c’è sempre una domanda, una sfida, un esperimento. È questo il filo conduttore del percorso di Gianfranco Quartaroli, artista, designer e fondatore di numerosi progetti legati al design, ai gioielli e ai marchi registrati. Lo abbiamo intervistato per capire quale sia il suo approccio all’innovazione e perché, ancora oggi, continui a mettersi in gioco.



“Mi piace sperimentare”

D. Gianfranco, da dove nasce questa continua voglia di creare qualcosa di nuovo?

R. Sono una persona estremamente curiosa. Mi piace osservare ciò che mi circonda, immaginare collegamenti che ancora non esistono e sperimentare. La curiosità è sempre stata il motore di tutto quello che ho fatto. Ogni nuovo progetto rappresenta una sfida personale prima ancora che imprenditoriale.

“Non esistono solo successi”

D. Oggi la società sembra chiedere di essere sempre vincenti. È davvero così?

R. Credo che oggi ci sia una pressione enorme nel dover apparire sempre perfetti, sempre vincenti, come se dovessimo essere tutti dei Superman. Ma la realtà è diversa. Sperimentare significa anche accettare che non tutto funzionerà. E questo non è un fallimento: è parte del percorso.

Ogni progetto è un test. Alcuni decollano subito, altri impiegano anni, altri ancora insegnano qualcosa di prezioso anche se non raggiungono i risultati sperati.

Il crowdfunding CIRCUITI? “Un esperimento”

D. Anche il nuovo progetto delle T-shirt CIRCUITI lanciato su Indiegogo rientra in questa filosofia?

R. Assolutamente sì. La campagna crowdfunding su Indiegogo è un esperimento. Non posso sapere oggi come andrà a finire e penso sia giusto dirlo con sincerità.

L’obiettivo non è soltanto raccogliere fondi, ma capire come reagisce il mercato internazionale, raccogliere feedback e verificare il potenziale del progetto. Chi crea qualcosa di nuovo deve accettare una parte di incertezza.

“Mi dicevano che ero pazzo”

D. Non è la prima volta che affronta uno scetticismo iniziale.

R. Ricordo perfettamente quando iniziai a realizzare gioielli ispirati alle silhouette dei circuiti di Formula 1. Molti mi dicevano che ero pazzo, che nessuno avrebbe mai comprato un gioiello con la forma di un circuito.

Col passare degli anni quella visione è stata ripresa in moltissimi ambiti. Oggi le silhouette dei circuiti vengono utilizzate per gioielli, quadri, lampade, complementi d’arredo, abbigliamento e numerosi oggetti di design. Questo dimostra che un’idea innovativa può richiedere tempo prima di essere compresa e valorizzata.

“Il tempo è spesso il miglior giudice”

D. Qual è il messaggio che desidera lasciare?

R. Vorrei dire soprattutto ai giovani di non scoraggiarsi se credono in un’idea e questa inizialmente non funziona. Il fatto che un progetto non abbia successo subito non significa che sia sbagliato.

A volte è semplicemente una questione di tempi. Altre volte servono gli incontri e gli incastri giusti, il mercato giusto o il momento storico giusto. Il successo dipende da una combinazione di fattori: qualità dell’idea, costanza, capacità di adattarsi, comunicazione e anche una componente di tempismo.

L’importante è continuare a imparare, migliorarsi e mantenere viva la curiosità. Perché è proprio la curiosità che permette di vedere opportunità dove altri vedono soltanto ostacoli.

Conclusione

La storia professionale di Gianfranco Quartaroli racconta un principio semplice ma spesso dimenticato: innovare significa accettare il rischio dell’incertezza.

Non esistono formule matematiche per il successo, ma esiste la volontà di continuare a creare, osservare, sperimentare e imparare. È questo spirito che ha accompagnato ogni suo progetto e che continua ancora oggi, dalla ricerca nel design ai nuovi esperimenti imprenditoriali come la campagna internazionale delle T-shirt CIRCUITI.

Perché, in fondo, ogni grande idea nasce sempre da una semplice domanda: “E se provassimo?”


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