Rapine nelle gioiellerie dei centri commerciali:almeno 14 episodi nel 2026.La sicurezza riguarda tutti
Gianfranco Quartaroli ricorda di avere segnalato il problema già vent’anni fa: proteggere i negozi di preziosi significa tutelare anche le persone che frequentano le gallerie commerciali.
Aggiornato al 2 novembre 2026
La rapina di oggi alla gioielleria Bluespirit del Carrefour sulla Vigentina, a Pavia, riporta al centro una questione che riguarda commercianti, dipendenti e cittadini: quanto sono sicure le gioiellerie aperte direttamente sulle gallerie dei centri commerciali?
Secondo le prime ricostruzioni, rapinatori incappucciati hanno infranto gli espositori con martelli e portato via i gioielli. Appena quattro giorni prima, il 29 ottobre, un assalto analogo aveva colpito una gioielleria all’Iper di Montebello della Battaglia.
Una ricognizione delle notizie di cronaca ha individuato almeno 14 episodi nel 2026, fino al 2 novembre. Un elenco parziale, che non rappresenta una statistica ufficiale nazionale, ma che pone una domanda concreta sulla protezione delle persone.
Gianfranco Quartaroli: «Un problema che segnalavo già vent’anni fa»
Gianfranco Quartaroli, artista orafo e perito orafo CTU, ricorda di avere sollevato già circa vent’anni fa il problema delle gioiellerie aperte direttamente sugli spazi comuni dei centri commerciali.
La sua osservazione riguarda una configurazione presente in molti punti vendita: un ingresso ampio, senza una separazione fisica con accesso controllato tra il negozio e la galleria.
Secondo Quartaroli, questa impostazione dovrebbe essere ripensata. Quando viene assaltata una gioielleria, infatti, il rischio può estendersi oltre il perimetro del negozio, coinvolgendo dipendenti degli altri esercizi, famiglie, bambini e persone di passaggio.
La presenza di un negozio di preziosi in un ambiente condiviso richiede quindi una valutazione della sicurezza che comprenda l’intera galleria commerciale.
Le rapine nelle gioiellerie dei centri commerciali nel 2026: l’elenco
- Febbraio – Vimodrone, Milano: Spazio Conad. Assalto alla gioielleria; un vigile del fuoco fuori servizio blocca uno dei rapinatori, consentendo il recupero della refurtiva.
- 15 aprile – Firenze: San Donato. Un dipendente viene minacciato con una pistola. Secondo la Polizia di Stato, vengono sottratti gioielli per circa 111.000 euro.
- 20 aprile – Roma: Euroma2. Assalto con picconi, fumogeni e utilizzo di un estintore.
- 23 maggio – Roma: Casal Bertone. Rapina alla gioielleria Bluespirit, con le dipendenti minacciate con una pistola.
- 11 giugno – Novate Milanese: Metropoli. Rapina alla gioielleria con fumogeni e colpi a salve riferiti dalle cronache.
- 17 giugno – Castrovillari, Cosenza: Le Vigne. Un gruppo a volto coperto infrange le vetrine e porta via i gioielli.
- 26 giugno – Sant’Antimo, Napoli: Il Molino. Durante la rapina viene ferito con un colpo d’arma da fuoco il figlio diciannovenne del titolare.
- 16 luglio – Milano: Merlata Bloom. Assalto al punto vendita Gioielli di Valenza.
- 29 luglio – Rho, Milano: Rho-Center. Rapina alla gioielleria Gioielli di Valenza e fuga con speronamento della polizia, secondo quanto riportato da ANSA.
- 20 agosto – Sant’Angelo Lodigiano: Il Castello. Rapinatori infrangono le vetrine e fuggono con i preziosi.
- 18 settembre – Melfi, Potenza: Arcobaleno. Rapina alla gioielleria Follie d’Oro.
- 12 ottobre – Reggio Emilia: I Petali. Rapina a mano armata al punto vendita Stroili Oro.
- 29 ottobre – Montebello della Battaglia, Pavia: Iper. Rapinatori incappucciati assaltano una gioielleria con martelli.
- 2 novembre – Pavia: Carrefour sulla Vigentina. Rapina alla gioielleria Bluespirit, con espositori infranti a martellate.
L’elenco considera la data degli episodi, escludendo i furti notturni con spaccata e le notizie del 2026 relative a rapine commesse negli anni precedenti. Per Vimodrone è indicato soltanto il mese, poiché le cronache consultate presentano incongruenze sul giorno.
Il rischio coinvolge tutte le persone presenti
Il valore dei gioielli sottratti è soltanto una parte del problema.
Un assalto in una galleria frequentata dal pubblico può esporre al pericolo anche persone completamente estranee alla gioielleria. Martelli, armi, vetri infranti e fughe precipitose possono coinvolgere gli spazi comuni. Fumogeni e polvere degli estintori possono ridurre la visibilità e rendere più difficile capire ciò che sta accadendo.
Chi entra in un centro commerciale per fare la spesa, prendere un caffè o accompagnare i figli non dovrebbe essere esposto alle conseguenze di un assalto a un negozio di preziosi.
Il ferimento avvenuto a Sant’Antimo mostra quanto possano essere gravi le conseguenze per le persone.
La proposta: obbligare anche queste gioiellerie a proteggere gli accessi
La posizione di Gianfranco Quartaroli è chiara: le gioiellerie nei centri commerciali dovrebbero essere obbligate a dotarsi di protezioni fisiche e accessi controllati adeguati, con criteri di sicurezza coerenti con quelli applicati alle gioiellerie cittadine.
“Blindarsi”, in questa proposta, significa creare una separazione protetta tra il negozio e il passaggio pubblico, attraverso ingressi controllati, porte e vetrate resistenti all’effrazione, integrati con allarmi e procedure coordinate con la sicurezza del centro.
La protezione deve essere progettata rispettando accessibilità, vie di esodo e norme antincendio. L’obiettivo è ridurre il rischio per dipendenti e visitatori, garantendo anche la possibilità di uscire in sicurezza.
Le regole attuali e la richiesta di maggiore uniformità
Il commercio di preziosi è soggetto all’autorizzazione di pubblica sicurezza prevista dall’articolo 127 del TULPS. Le prescrizioni concrete devono essere verificate presso la Questura competente.
Occorre però essere precisi: non si può affermare che esista un unico obbligo nazionale di porta blindata identico per ogni gioielleria, né che i negozi nei centri commerciali siano privi di obblighi di sicurezza.
Esistono indicazioni territoriali specifiche. La Questura di Frosinone, per esempio, pubblica requisiti che contemplano, per il commercio al dettaglio, una porta blindata con apertura elettrica e chiusura automatica. Questo riferimento locale non va automaticamente esteso a tutta Italia.
La proposta di Quartaroli chiede quindi un rafforzamento e una maggiore uniformità delle protezioni, soprattutto per i punti vendita che si affacciano senza barriere sulle gallerie.
Il 18 giugno 2026 il Ministero dell’Interno e Federpreziosi hanno inoltre sottoscritto un protocollo dedicato alla sicurezza delle gioiellerie e della clientela, con videosorveglianza integrata e condivisione delle informazioni sugli episodi criminosi.
La sicurezza deve far parte del progetto del negozio
Una gioielleria all’interno di un centro commerciale fa parte di uno spazio condiviso. La progettazione degli accessi deve considerare il valore dei beni esposti e le possibili conseguenze di un’aggressione per chi lavora o passeggia nella galleria.
È questo il problema che Gianfranco Quartaroli ricorda di avere segnalato già vent’anni fa: la protezione dei preziosi e quella delle persone devono essere affrontate insieme, prima della prossima rapina.
Articolo a cura di Gianfranco Quartaroli, artista orafo e perito orafo CTU.
Nota: il conteggio è parziale, aggiornato al 2 novembre 2026 e non dimostra un aumento rispetto agli anni precedenti. La segnalazione risalente a vent’anni fa è riportata come ricordo personale di Gianfranco Quartaroli.


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